La “Giornata della Memoria e dell’Impegno” è un evento annuale organizzato dall’associazione “Libera”, che si svolge il 21 marzo. Questa giornata ha l’obiettivo di ricordare tutte le vittime delle mafie e di rinnovare l’impegno nella lotta contro la criminalità organizzata. È un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica, specialmente le nuove generazioni, riguardo l’importanza della memoria storica e della lotta contro ogni forma di illegalità. Libera, con il suo impegno, promuove una cultura della legalità, della giustizia e del rispetto dei diritti umani. La marcia, che in Italia si svolge ogni anno in diverse città, rappresenta un simbolico cammino verso una società più giusta.

Partecipare a questa giornata è fondamentale per i giovani, poiché permette loro di essere consapevoli del passato e di come le mafie abbiano segnato la vita di tante persone, ma anche di come si possa, e si debba, agire per un futuro migliore. La nostra scuola con grande impegno ha voluto partecipare con dei studenti, delle classi terze e quarte accompagnati dai docenti, che hanno preso parte alla marcia svolta nel centro della città di Trapani dove si sono ritrovati insieme a tante altre scuole e associazioni.

Attraverso dei cartelloni, striscioni con slogan contro la mafia e bandiere colorate delle diverse associazioni sono riusciti a fare sentire la forza e l’importanza di questa memoria.

Durante la marcia, alcune voci di studenti si sono levate al microfono per dire parole di speranza e di impegno. Come il discorso di Calogero, uno studente della nostra scuola, ha colpito tutti con la frase:
”Camminare insieme significa capire che il cambiamento è possibile, che la nostra voce conta. È questa la strada giusta, e oggi la stiamo percorrendo insieme”, concludendo con lo slogan “La mafia uccide, il silenzio pure: noi pensiamo, noi parliamo, noi marciamo”.

Inoltre durante la lettura dei nomi delle vittime delle mafie, abbiamo provato una sensazione di tristezza. Sentire i nomi, uno dopo l’altro, ha avuto un impatto profondo su di noi. Ogni nome rappresentava una vita spezzata, ma anche una testimonianza di coraggio e resistenza. Uno in particolare è stato quando abbiamo sentito leggere il nome di “Giuseppe Impastato”, un giovane che ha deciso di sfidare la mafia e che è stato ucciso per il suo impegno.

Mi ha colpito la forza di quella testimonianza, la determinazione di chi, come Giuseppe, non ha avuto paura di alzare la voce contro le ingiustizie.

Da questa esperienza porteremo con noi un forte senso di responsabilità. Abbiamo capito che, come studenti, non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla mafia. La nostra lotta deve essere quotidiana: possiamo combattere la mafia non solo con azioni clamorose, ma anche con scelte semplici come il rispetto delle regole, la giustizia, e l’impegno sociale.

A scuola, ad esempio, possiamo continuare a parlare di questi temi, organizzarci per sensibilizzare chi ci sta intorno, e rimanere sempre attenti a come la mafia possa infiltrarsi nelle nostre vite quotidiane. Ogni piccolo gesto di legalità è un passo verso un mondo migliore.

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