Il 12 febbraio è stato un giorno che ricorderemo per sempre. Io e nove ragazzi del mio istituto, insieme ai professori Antonino Signorello ed Elisabetta Verde, siamo partiti presto da Mazara del Vallo per una nuova avventura: partecipare come espositori alla manifestazione scientifica “Esperienza Insegna 2025” a Palermo. Un’occasione che, per la nostra scuola, l’Istituto Ruggero d’Altavilla, era una vera novità. Non avevamo mai partecipato a un evento simile, e le emozioni erano tante, miste tra entusiasmo e un po’ di ansia.

Arrivati alla scuola di Palermo, abbiamo scaricato tutto dal pulmino: lo spettroscopio, il modellino dello spettrofotometro  realizzati da noi in un corso di chimica e abbiamo portato con noi anche lo strumento spettrofotometro della nostra scuola  . Ci siamo sistemati nel nostro spazio e, appena la manifestazione è iniziata, abbiamo cominciato a mostrare a tutti i curiosi quello che avevamo preparato. I primi minuti sono stati tranquilli: non c’era molta gente. Ma poi, lentamente, i ragazzi di altre scuole hanno cominciato ad avvicinarsi al nostro stand. È stato allora che il nostro cuore ha cominciato a battere forte, sentivamo che quello che stavamo facendo stava suscitando un interesse genuino.

La cosa che mi ha colpito di più è stato vedere come i ragazzi si fermavano a guardare lo spettroscopio. Questo semplice strumento, che ci aveva tanto appassionato durante il corso di chimica, era capace di scomporre la luce, rivelando i suoi segreti, e riuscivamo a vedere nei loro occhi quanto fossero affascinati. Non solo i ragazzi, ma anche alcuni tutor degli altri stand sono venuti a trovarci, ci hanno fatto molti complimenti e si sono mostrati sinceramente interessati al nostro lavoro. Era la prima volta che partecipavamo come scuola, e sapere che la nostra presentazione stava piacendo così tanto ci ha riempiti di orgoglio.

Quello che mi ha emozionato di più è stato vedere la nostra passione contagiare gli altri. Parlavamo con entusiasmo della costruzione dello spettroscopio, di come avevamo assemblato il modellino dello spettrofotometro e di tutte le applicazioni scientifiche che si possono fare con questi strumenti. Molti ragazzi ci chiedevano informazioni, anche su come costruire questi strumenti per usarli personalmente o per mostrarli a qualcuno della famiglia. Ogni domanda, ogni sorriso, ogni momento di curiosità da parte loro, ci ha fatto capire quanto fosse importante ciò che stavamo facendo.

Durante le pause ci siamo concessi un po’ di tempo per esplorare gli altri stand, ma la verità è che il nostro ci sembrava davvero speciale. Non solo per quello che avevamo costruito, ma per come l’avevamo fatto: con il cuore, con impegno, e con la voglia di condividere con gli altri la nostra passione per la scienza. È stato emozionante vedere come il nostro lavoro fosse apprezzato da così tante persone.

Alle 13, quando è arrivato il momento di smontare lo stand, eravamo stanchi ma felici. La soddisfazione di aver fatto qualcosa di bello e significativo ci accompagnava in ogni passo. Dopo aver pranzato insieme, abbiamo chiacchierato sul progetto e sul percorso che avevamo appena vissuto, sentendo negli occhi dei nostri professori la stessa gioia che provavamo noi. Erano entusiasti del nostro lavoro e di come avevamo rappresentato la nostra scuola.

Quando sono tornata a casa, non riuscivo a smettere di parlare con i miei genitori. Raccontavo loro ogni dettaglio di quella giornata, del nostro entusiasmo, delle domande che ci avevano fatto. In un momento, mi sono resa conto di quanto fosse stata indimenticabile questa esperienza. La mia professoressa di igiene, anatomia, fisiologia e patologia aveva ragione quando mi aveva detto che sarebbe stata una giornata fantastica, ma non immaginavo che sarebbe rimasta così impressa nella mia mente e nel mio cuore.

Adesso non vedo l’ora che arrivi l’anno prossimo per ripetere un’esperienza come questa. Spero che la mia scuola avrà ancora l’opportunità di partecipare a manifestazioni come questa, perché sono esperienze che ti cambiano, che ti fanno crescere e che ti aprono gli occhi sul mondo. E sono sicura che per tutti noi, quel 12 febbraio 2025 sarà una data che non dimeticheremo mai.

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