Mancano alla maturità 2025

Per accedere all’Esame di Stato, gli studenti dell’ultimo anno devono ottenere almeno la sufficienza in tutte le materie. Tuttavia, poiché la decisione finale spetta al Consiglio di Classe, questo organismo ha la facoltà di ammettere anche studenti con una o più insufficienze, valutando il loro percorso scolastico complessivo.

Questa possibilità è prevista dal d.lgs. 62/2017, che all’articolo 13, comma 2, lettera d), stabilisce che i candidati interni devono conseguire:

Una votazione non inferiore ai sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con un unico voto e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi. Nel caso di votazione inferiore a sei decimi in una disciplina o in un gruppo di discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, l’ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo.

Prima di essere ammessi alla Maturità, il Consiglio di Classe si riunisce per assegnare il punteggio finale a ogni studente. Durante lo scrutinio, i docenti esaminano caso per caso le situazioni di chi presenta insufficienze e, considerando il percorso svolto durante il quinquennio, possono decidere di consentire comunque l’accesso all’Esame di Stato.

Tenete ben presente però che non si tratta di un processo automatico, ma di una scelta che resta nelle mani del Consiglio di Classe. Se vengono riscontrate motivazioni valide che possano in qualche modo spiegare le insufficienze, gli studenti interessati possono comunque ottenere l’ammissione all’Esame di Stato che conclude il percorso scolastico.

Tra le possibili ragioni considerate dal Consiglio possono rientrare un comportamento esemplare, l’impegno costante dimostrato durante l’anno, eventuali difficoltà esterne che abbiano influito sul rendimento o altri elementi che vadano oltre la semplice valutazione numerica, offrendo così un’ulteriore possibilità agli studenti con carenze.

Proprio per questo motivo, la decisione finale spetta al Consiglio di Classe: i docenti, conoscendo il percorso personale e scolastico di ogni studente, hanno tutti gli elementi necessari per formulare una valutazione complessiva e ponderata.

Durante lo scrutinio finale, il Consiglio di Classe assegna a ciascuno studente il punteggio relativo al credito scolastico accumulato nel secondo biennio e nell’ultimo anno, per un massimo complessivo di 40 punti: fino a 12 punti per il terzo anno, 13 punti per il quarto e 15 punti per il quinto.

Poiché il voto di condotta influisce sul credito scolastico e quest’ultimo contribuisce alla valutazione finale, il punteggio dell’Esame di Stato viene calcolato su 100 punti totali, così suddivisi:

  • Massimo 40 punti per il credito scolastico
  • Fino a 20 punti per la prima prova scritta
  • Fino a 20 punti per la seconda prova scritta
  • Fino a 20 punti per il colloquio orale

La commissione d’esame, inoltre, ha la possibilità di assegnare fino a 5 punti bonus agli studenti particolarmente meritevoli.

Il voto finale deriva dalla somma di tutti questi punteggi, con un minimo di 60/100 e un massimo di 100/100, con la possibilità di ottenere anche la lode.

È evidente che chi si presenta all’Esame di Stato con insufficienze partirà con un credito scolastico inferiore, il che significa che dovrà puntare su un’ottima performance nelle prove scritte e orali per compensare il punteggio più basso accumulato in precedenza.

In definitiva, una volta ammessi, tutto dipende dall’impegno degli studenti: anche chi parte svantaggiato può comunque raggiungere, e persino superare, la soglia dei 60/100, ottenendo un risultato soddisfacente con una buona prestazione all’esame.

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